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Continua l’impegno
di Automobile Club Italia nel Rally
d’Italia Sardegna 2007: Sport e Turismo
nei progetti dell’ACI.
A meno di due mesi dall’appuntamento
italiano del campionato del mondo rally,
presentato a Milano alla Borsa Italiana
del Turismo, il progetto “Sardegna on
the Road”
Automobile Club d’Italia organizzatore
del Rally d’Italia Sardegna, ma anche
promotore di progetti di ampio respiro
che coinvolgeranno da quest’anno, ma per
negli anni futuri, le realtà economiche
e turistiche locali, nazionali ed
internazionali. Dopo l’approvazione del
bilancio 2006 - 2007 del Rally d’Italia
Sardegna, con la conferma dell’ appoggio
economico per la realizzazione della
corsa, L’Automobile Club Italia ha
presentato alla scorsa edizione della
BIT, Borsa Italiana del Turismo, il
progetto “Sardegna on the Road”: un
progetto di marketing territoriale e
turistico per trasformare l’evento
rallystico in uno strumento di
promozione del territorio e del turismo.
Pacchetti turistici destagionalizzati,
destinazioni alternative che coinvolgono
le zone dell’interno meno conosciute,
attività sportive e percorsi
enogastronomici, sono alcune tra le
possibilità che l’appassionato del rally
può selezionare editando il sito
ufficiale www.rallyitaliasardegna.com o
il sito www.sardegnaontheroad.it .
Sempre Mondiale e
sempre Sardegna per l’attesa tappa
italiana del Campionato Mondiale Rally
2007 della FIA. Negli uffici direzionali
del rally, situati presso il Porto
Industriale di Olbia, il comitato
organizzatore è al lavoro da novembre
per preparare uno degli eventi sportivi
più importanti dell’Isola. Grazie alla
collaborazione con il Gruppo Colony
concessionario della Marina Vecchia e
partner dell’evento, la cerimonia di
partenza e di arrivo, rispettivamente il
17 e il 20 maggio, avranno luogo a Porto
Cervo, comune di Arzachena, prestigiosa
location in cui verranno allestiti podio
e parc fermè. La base operativa sarà ad
Olbia, scelta come sempre grazie alla
sua capacità recettiva, al servizio
internazionale dell’aeroporto Costa
Smeralda e del porto turistico “Isola
Bianca”. Il Quartier Generale e il Media
Center saranno dislocati al Conference
Center dell’Hotel Melià, mentre il Parco
Assistenza occuperà una vasta area sulla
banchina del Porto Cocciani di Cala
Saccaia.
La gara inizierà
giovedì con lo Shakedown a Monte Plebi,
a circa dieci chilometri da Olbia. Le
tre tappe, articolate su 18 prove
speciali per una lunghezza totale di
1.061,84 chilometri di cui 342,86
cronometrati, attraverseranno l’agro di
15 comuni della Provincia di Olbia-
Tempio, Sassari e Nuoro, alternando
tratti veloci, guidati e misti. Le
macchine condotte dai migliori equipaggi
del mondo solleveranno ancora una volta
la polvere degli sterrati sardi, tra
macchia mediterranea e rocce di granito.
Le speciali manterranno perlopiù i
tracciati tradizionali come le classiche
di Terranova , Monte Olia, Filigosu,
Monte Lerno, il suggestivo passaggio
vicino al nuraghe Loelle previsto sabato
19 maggio. La terza tappa è stata
parzialmente modificata con
l’inserimento della nuova speciale di
San Giovanni.
La riuscita
dell’evento, il riscontro ottenuto in
ambito internazionale dell’edizione 2006
non hanno lasciato spazio a dubbi di
sorta: l’Isola è la terra del Rally. Ma
la terra battuta, suggestiva peculiarità
della gara, è un bene ormai raro a causa
della corsa all’asfalto. Il Rally
d’Italia Sardegna ha tutte le intenzioni
di valorizzare e proteggere le strade su
cui vengono tracciati i percorsi delle
prove speciali e ha aderito
all’iniziativa “Asfalto? No grazie”
indetta dalle Istituzioni sarde,
nell’intento di proteggere le strade a
fondo naturale dall’uso spregiudicato
dell’asfalto. Il fine ultimo è far sì
che le strade siano riconosciute
patrimonio naturalistico, come già
accade nel resto d’Europa, in Francia
per esempio, dove alcuni tratti sterrati
del percorso della Parigi Roubaix, la
Regina delle Classiche del Nord del
ciclismo internazionale, sono stati
dichiarati patrimonio naturalistico
nazionale.
“ L’impegno di
Automobile Club Italia” ribadisce Angelo
Sticchi Damiani Presidente del Comitato
Organizzatore e membro dell’esecutivo
ACI “si estrinseca nella passione
sportiva e nella capacità organizzativa
che utilizza il Rally come volano
dell’economia regionale, come strumento
di marketing turistico e come strumento
per la salvaguardia dell’ambiente”.
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