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Agente 00Petter
Solberg sulle tracce di James Bond nella
mitica Costa Smeralda
La bianca sagoma
della Lotus Esprit S1 che esce dal mare
e sale su una delle spiagge più
esclusive della Costa Smeralda guidata
dall’agente 007 che, elegantemente
vestito, apre il finestrino dell’auto
per buttare fuori un pesce, fra lo
stupore dei bagnanti che circondano
l’auto. Era il 1977 e il mito di James
Bond affascinava il mondo.
A oltre trenta
anni di distanza, l’hotel più glamour
del mondo, il Cala di Volpe, e la
bellezza dei suoi ambienti, diventano
ancora una volta un set: Petter Solberg,
pilota di fama internazionale,
interpreta l’agente segreto più famoso
della storia, ripercorrendo i luoghi del
celebre film “La spia che mi amava”.
Petter nel classico smoking si è
sottoposto agli obiettivi dei
giornalisti di tutto il mondo giunti in
Sardegna in occasione del Rally
d’Italia, appuntamento italiano del
Mondiale Rally della FIA.
Una immagine due
simboli. Da una parte il meraviglioso
set della Costa Smeralda, un intreccio
tra mare smeraldo cesellato tra rocce
maestose, spiagge di sabbia bianca,
macchia mediterranea e alberghi da
sogno, che rende così esclusivo
quest’angolo del Mediterraneo,
incarnazione di un mondo che nel corso
degli anni con l’evolversi della società
è passato dall’essere simbolo del lusso
riservato a pochi a meta di tutti quelli
che amano il bello e la natura
incontaminata. Dall’altra l’auto, forse
il simbolo più importante di un intero
secolo, del quale è stata protagonista
assoluta. Un simbolo in movimento,
passato dall’essere un bene di lusso per
poche persone, a mezzo di uso comune,
oggetto di culto e di passione sportiva
che trova nel rally il suo massimo punto
di contatto tra la quotidianità della
strada e la spettacolarità della gara.
Affacciato sulla
Baia di Cala di Volpe, una delle più
suggestive insenature di tutta la Costa
Smeralda, il Cala di Volpe è stato
costruito come un antico villaggio di
pescatori, con portici, pavimentazioni
in granito, archi e scalette: disegnato
nel 1963 dall’architetto Jacques Couëlle
e ampliato nel 1971, l’albergo è una
perfetta fusione tra paesaggio e
architettura. Un pontile in legno si
getta nelle acque cristalline del mare e
la spiaggia è contornata da ginestre e
cespugli di mirto: le tipiche rocce
sarde abbracciano la baia, contribuendo
a creare l’atmosfera irripetibile di uno
dei più bei paesaggi del Mediterraneo. I
continui e minuziosi lavori di
ristrutturazione sono volti a mantenere
intatta la costruzione e le parti
comuni, rispettando ogni particolare
dell’opera d’arte disegnate
dall’architetto francese.
Cento camere, numerose junior suite e
una suite presidenziale che toglie il
respiro, con la piscina privata sospesa
su una terrazza che domina la baia,
fanno del Cala di Volpe un albergo
unico, nominato dal “Condé Nast
Traveller” come uno dei migliori posti
al mondo dove soggiornare.
Foto Race&Motion
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