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Comunicato Stampa n.7 del 06.05.2008

 

L’ENTE FORESTE DELLA SARDEGNA

L’Ente Foreste della Sardegna: oltre 200 mila ettari di superficie boschiva gestita, per un patrimonio dal valore inestimabile costituito da 180 corpi aziendali tra foreste, cantieri forestali, centri fauna e vivai forestali. Un’attività che impiega ogni anno circa 7000 unità lavorative. Questi i numeri dell’Ente Foreste che, a quasi 10 anni dalla sua istituzione (avvenuta il 9 giugno 1999, a seguito della soppressione dell’Azienda delle Foreste Demaniali della Regione Sarda), gli conferiscono un ruolo centrale nell’opera di tutela e gestione sostenibile della ricchezza naturalistica della Sardegna. L’Ente assicura interventi di sistemazione idraulico-forestale, rimboschimento e rinsaldamento dei terreni. I numerosi vivai forestali producono annualmente circa 4 milioni di piantine di oltre 40 specie diverse: indispensabile aiuto per le attività di rimboschimento finalizzate ai lavori di ripristino ambientale. La Sardegna è la terra delle biodiversità, ricca di endemismi di straordinaria valenza naturalistica. Per una corretta gestione della fauna isolana l’Ente svolge attività di allevamento, cura e ricovero di animali selvatici. Fiore all’occhiello sono i progetti per il ripopolamento e reinserimento nel loro habitat del cervo, del muflone e del daino; nonché i due centri recupero per animali feriti di Monastir (Ca) e Bonassai (SS). Di importanza centrale l’attività di prevenzione e lotta agli incendi boschivi. L’Ente Foreste della Sardegna partecipa con uomini, strutture e mezzi terrestri costituendo di fatto, unitamente al Corpo Forestale regionale, l’ossatura portante di tutto l’apparato. Ogni anno sono impegnati nelle operazioni di spegnimento e bonifica oltre 4.000 dipendenti. Educazione ambientale, valorizzazione turistica, gestione sostenibile del territorio, politiche in linea con il protocollo di Kyoto. Sono queste le risposte dell’Ente Foreste della Sardegna.


AUTORITÀ PORTUALE DI OLBIA - GOLFO ARANCI – PORTO TORRES

Sposare mare e rally, porto e motori è cosa a dir poco insolita. Ma ad Olbia e in Gallura, in segno di sfida, è un connubio che invece funziona già da diversi anni. Tra Automobile Club d’Italia e Autorità Portuale di Olbia - Golfo Aranci – Porto Torres, anche quest’anno si rinnova la collaborazione per uno degli eventi sportivi più appassionanti in calendario nella stagione primaverile. A maggio, il porto Cocciani aprirà le porte ad auto, piloti e staff tecnici della kermesse su quattro ruote. “Saremo in pista anche per questa primavera 2009 per una nuova sfida, – dice Paolo Piro, presidente della Port Authority – il cui unico obiettivo è riportare il nostro territorio sotto i riflettori di mezzo mondo e superare a gran velocità la crisi economica che, purtroppo, non ci lascia indenni. Per il terzo anno lanciamo sul tavolo una nuova scommessa, ritagliando uno spazio all’interno del porto Cocciani per ospitare il Parco Assistenza del Rally”. Un’occasione che la Sardegna, paradiso del turismo mondiale, ed Olbia, porto di sbarco e imbarco per quasi cinque milioni di passeggeri, non possono trascurare per un avvio della stagione estiva in gran stile. “Confermo la mia convinzione che il Rally possa essere un ottimo punto di partenza per creare nuovi canali di turismo per la nostra terra, uno tra tutti, appunto, quello degli appassionati di motori. Da parte nostra, resta fisso l’impegno per incrementare i collegamenti tra Sardegna e Penisola e la ricerca di nuove fette di mercato, una tra tutte quella del crocerismo che, con 126 navi in calendario nel 2009, sta già dando grandi soddisfazioni”.

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